14 marzo 2017

2ª Tappa • "Il rubino intenso dei segreti" di Viviana Picchiarelli

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Buongiorno wordsbookiani!

Ed eccoci di nuovo qui, come state? Come vi avevo detto ieri, questa settimana sarà bella intesa e anche oggi avremo sul blog una nuova tappa di un blogtour. Questa volta è dedicato a Il rubino intenso dei segreti di Viviana Picchiarelli edito da Bertoni Editore che ho avuto il piacere di organizzare insieme all'autrice del romanzo.

Banner Il rubino intenso dei segreti

Ieri a preso il via su Libri di Cristallo e per tutta la settimana vi terremo compagnia andando a scoprire moltissime notizie sul romanzo. Cominciamo subito dalla tappa di oggi in cui ho avuto il piacere di scambiare qualche chiacchiera con l'autrice per poi proseguire sui blog delle mie colleghe per andare ancora più nel dettaglio e scoprire cosa ci aspetta all'interno delle pagine de Il rubino intenso dei segreti.
Ovviamente prima di cominciare vi lascio il calendario con tutte le tappe e i link ai blog partecipanti!

Calendario Il rubino intenso dei segreti

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Il romanzo
Il rubino intenso dei segreti
Il rubino intenso dei segreti
di Viviana Picchiarelli

Editore: Bertoni Editore
Pagine: 495
Prezzo: 16,00 €
Formato: Cartaceo
Link d'acquisto: bertonieditore.com

Trama:
Rubino intenso è il colore di uno dei vini più prestigiosi prodotti ne “La Tenuta del Grappolo” dalla famiglia Capotosti. Gestita dai fratelli Gianfranco ed Enrico, dalle personalità diametralmente opposte, la tenuta è cresciuta e si è affermata nel corso dei decenni grazie alla guida ferma e decisa della madre Olivia, donna dal temperamento di ghiaccio sulla quale, però, si è abbattuta la scure dell’Alzheimer.
Pur nella dimensione ovattata in cui la malattia l’ha relegata, Olivia continua indirettamente a influenzare le esistenze di tutti coloro che gravitano – e che hanno gravitato – tra le mura della tenuta.
Tra questi, il nipote Michele, erede designato dell’azienda di famiglia per volere del padre Gianfranco, al quale è legato da un rapporto profondamente conflittuale. Obbligato a mettere da parte il sogno di diventare pianista, Michele diventa suo malgrado un imprenditore avido e spregiudicato, anche per cercare di buttarsi alle spalle la rabbia per la fuga improvvisa – avvenuta anni addietro – della cugina Greta, con cui aveva vissuto una storia d’amore intensa e passionale. Il ritorno inaspettato di Greta, ex ballerina di danza classica costretta a rinunciare alla carriera a causa di un brutto incidente, sarà solo il primo degli eventi che sconvolgeranno per sempre gli equilibri apparenti su cui la storia imprenditoriale e umana dei Capotosti si era andata definendo nel tempo

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Intervista all'autrice

Ed eccoci arrivati al vivo di questa tappa ovvero l'intervista a Viviana Picchiarelli, autrice del romanzo protagonista di questo blogtour. Sono molto felice di aver potuto scambiare quattro chiacchiere con lei e di poter così approfondire la conoscenza del suo libro "Il rubino intenso dei segreti". Quindi andiamo subito a vedere come è andata questa chiacchierata....

D: Per prima cosa sarei curiosissima di conoscerti un po’ meglio, Viviana. Parlaci un po’ di te.
R: Innanzitutto, vorrei ringraziarti per lo spazio che mi concedi, è veramente un piacere avere avuto questa opportunità! Inizio con il dirti che sono umbra, di Assisi, per la precisione. Ho 38 anni e lavoro nel campo dei servizi linguistici. Nel mio profilo Instragram sono riuscita a riassumere più o meno tutto quello che mi riguarda:
“Italian writer living in Umbria”
“Book addicted and globe trotter”
“Passionate about art and movies”
“Food and Wine Lover”
Insomma, sono una donna curiosa e sempre alla ricerca di nuovi stimoli intellettuali e sensoriali.

D: Come è nata la tua passione per la scrittura?
R: A differenza di molti dei “colleghi” che conosco, non ho mai pensato di scrivere, fino a cinque, sei anni fa. Il concetto del romanzo nel cassetto non mi appartiene. Facevo fatica persino a tenere un diario, anche quello scolastico mi risultava pesante da compilare, figurati! Poi, durante un percorso del tutto personale, mi sono avvicinata alla scrittura terapeutica. Ho, quindi, partecipato ai primi concorsi letterari e nel 2011 sono entrata a far parte, per puro caso, di un gruppo letterario, le WOMEN@WORK, fondato nel 2009 dalla scrittrice e correttrice di bozze perugina Costanza Bondi. Grazie al gruppo, e alla Bertoni Editore, ho pubblicato una raccolta di racconti e due romanzi, oltre ad aver curato tre antologie – poetiche e narrative – assieme a Costanza, appunto.
Tutto questo, però, è stato possibile soprattutto grazie alla mia passione incontenibile per la lettura. Senza leggere non è pensabile approcciarsi alla scrittura.

D: Come è nata l’idea di “Il rubino intenso dei segreti”?
R: L’idea del romanzo nasce da un’immagine che, un paio di anni fa, vidi su Facebook e che mi colpì molto: si trattava di un ragazzo di 28 anni che teneva in braccio la nonna malata di Alzheimer, la notte di Capodanno.
Ho subito pensato di scrivere qualcosa che affrontasse questa tematica ma, e qui sta la sfida, desideravo parlarne in maniera quasi provocatoria, senza cadere nella trappola del già visto o, peggio, del buonismo a tutti i costi.

D: C’è una frase o una citazione che ti piace particolarmente di “Il rubino intenso dei segreti”? E come mai è la tua preferita?
R: “Anche se cerchiamo di convincerci del contrario, l’incapacità tutta umana del non saper vivere situazioni e persone nelle contemporaneità del loro manifestarsi fa di ognuno di noi dei ritardatari cronici, costretti a fare i conti con i rimpianti, prima ancora che con i rimorsi.”
È un passaggio in cui mi riconosco parecchio, molte delle tappe della mia vita sono state vissute all’insegna della asincronicità: fin troppo spesso ho vissuto eventi e conosciuto persone nei momenti più sbagliati, momenti in cui certi eventi e certe persone sono entrate in rotta di collisione con il mio orizzonte di vita. E, ovviamente, le conseguenze sono state complesse da gestire, se non addirittura dolorose.

D: Quali sono le tematiche principali del tuo romanzo?
R: Il romanzo affronta tematiche su più livelli: da quelle sui rapporti familiari e sulle dinamiche di coppia, a quelle riguardanti il mettersi a nudo di fronte alle proprie passioni, per abbracciarle fino in fondo o per rinunciarvi. Ma l’aspetto che più mi sta a cuore, e da cui tutto è partito, riguarda l’approcciarsi alla malattia, quando ad essere malato è colui che ci ha fatto del male. Fino a che punto la malattia, e anche la morte, può riabilitare le persone? Ed è giusto che sia così? È un quesito che mi pongo sempre più spesso ultimamente.

D: Ci puoi parlare un po' dei personaggi?
R: Tutta la vicenda ruota attorno ad Olivia, matriarca dei Capotosti, donna dal temperamento di ghiaccio su cui è calata la scure dell’Alzheimer. I figli, Gianfranco ed Enrico, sono coloro che portano avanti da decenni l’azienda vitivinicola di famiglia. Se il primo è un uomo rigido e conservatore, inflessibile rispetto alle reali aspirazioni del figlio Michele, il secondo, sensibile e dimesso, opera sempre in posizione subalterna rispetto al fratello.
E poi c’è Greta, figlia di Enrico, ex ballerina di danza classica, testarda e irrisolta, costretta a rinunciare alla carriera a causa di un incidente e che, in passato, ha vissuto una travagliata storia d’amore con il cugino Michele, erede designato della tenuta, suo malgrado, e pianista mancato.
Sullo sfondo, Isabella, madre di Michele, deceduta anni addietro, custode di segreti dalla portata dirompente, affidati a un diario che, una volta ritrovato, rischierà di rimettere pericolosamente in discussione gli equilibri, solo apparenti, su cui si era andata costruendo, nel corso del tempo, la storia umana e imprenditoriale dei Capotosti.

D: Il tuo romanzo è ambientato in Umbria e più precisamente in un vigneto. Come mai questa scelta?
R: Sono un’appassionata di vini, pur non bevendo molto. Mi affascinano la storia e il legame che i vini intrecciano con il territorio di provenienza, senza contare la poesia che si innesca quando li si degusta.

D: C'è qualcosa di te nel romanzo?
R: Per quanto cerchi di rimanere il più possibile in ombra, non posso negare che molti degli episodi riguardanti la danza classica, descritti per il personaggio di Greta, li abbia riadattati attingendo alla mia, di esperienza. Sì, una vita fa ero una ballerina. E lo si resta per sempre, anche dopo aver appeso il tutù al chiodo.

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Ciaooooooo!!!


2 commenti

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